Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma

20 settembre – 6 novembre 2022

Il progetto ideato dalla Fondazione Archivio Capogrossi in collaborazione con la Galleria Nazionale Arte Moderna d Roma in occasione del cinquantenario dalla scomparsa di Capogrossi è inaugurato da una importante mostra tematica sull’opera dell’artista, curata da Francesca Romana Morelli.
Saranno esposti oltre una trentina di dipinti e una ventina di carte, provenienti dalle collezioni della Galleria Nazionale di Arte Moderna, proprietaria del maggior nucleo museale di opere dell’artista (una quarantina di pezzi), da collezioni private, dagli eredi dell’artista e dalla Fondazione Archivio Capogrossi. Un ruolo altrettanto importante lo gioca il materiale documentario originale conservato nei fondi storici della Galleria e della Fondazione, tra cui numerosi ritratti fotografici dell’artista, anche insieme ad altri artisti ed esponenti del mondo della cultura novecentesca, oltre a documenti di allestimenti di mostre storiche, cataloghi d’epoca, lettere e articoli di giornale.
Un excursus che intende stabilire un serrato dialogo tra la prima stagione pittorica dell’artista, culminante nel periodo tonale, con la fase successiva, per cui le opere funzionano come le tessere di un puzzle, che una volta incastrate tra di loro, senza seguire un ordine cronologico, ma piuttosto assonanze nella struttura compositiva, rendono visibile l’autentica fisionomia saturnina dell’artista, che fin dagli anni trenta filtra la sua pittura con una logica e un rigore mentale, mostrando di essere sempre in ascolto di sé stesso ma anche in costante osservazione del mondo esterno, rimanendo fuori da rotte consolidate. Sarà in mostra un nucleo di opere prezioso, oli che in alcuni casi non appaiono da molti anni. Completano la mostra una sala di opere dal formato ovale inteso come una forma continua, contenente al suo interno una struttura compositiva che cerca un raccordo con la dimensione visiva-sonora dello spazio esterno e una sala di Rilievi bianchi, ideati dall’artista negli anni sessanta, che dimostrano la sua inesauribile volontà di sperimentazione. Infine lo strepitoso arazzo Astratto (1963), ideato per la Turbonave Michelangelo, del formato 245 x 600 cm (proprietà della Galleria Nazionale d’Arte Moderna).